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Il conflitto padre-figlio nelle novelle di Theodor Storm. Il gesto in assenza di un dialogo

Forschungsarbeit 2013 21 Seiten

Germanistik - Neuere Deutsche Literatur

Leseprobe

INDICE

Introduzione

Capitolo I. Contesto storico e aspetti strutturali

Capitolo II. Ein stiller Musikant e John Riew’: tra gesti d’affetto e sensi di colpa

Capitolo III. Hans und Heinz Kirch e Carsten Curator: una riconciliazione mancata

Riferimenti bibliografici

INTRODUZIONE

Mani tremanti, porte chiuse, lettere mai aperte: sono i gesti in assenza di un dialogo ad aver suscitato il nostro interesse e averci fornito il punto di partenza per l’analisi delle novelle del poeta e scrittore di Husum, Theodor Storm, prese in esame nel presente elaborato.

Sono dunque i gesti che non fanno rumore, e il cui silenzio può diventare più assordante di qualsiasi frastuono, ad averci fatto leggere tra le righe l’importanza che essi rivestono in una tematica tanto cara a molti autori, quale è quella del rapporto conflittuale tra padre e figlio.

Nel corso dell’analisi di alcune novelle abbiamo inoltre messo in evidenza il legame tra la gestualità e il senso di colpa che spesso dilania l’animo dei personaggi stormiani.

CAPITOLO I
Contesto storico e aspetti strutturali

Poeta e novelliere del realismo tedesco, Hans Theodor W. Storm (1817-88) è il rappresentante del processo evolutivo della letteratura tedesca nella seconda metà dell’Ottocento. Nato nella periferia tedesca dello Holstein, egli apparteneva ad ambienti in cui si erano ben conservati gli ideali della vecchia borghesia provinciale ma tali ideali erano sempre più minacciati e Storm iniziò ad avvertire una profonda crisi. Nella sua vita egli aveva sempre dimostrato un forte attaccamento alla proprie tradizioni e alla propria terra natia tanto che, in vista di un inevitabile cambiamento morale e culturale della società, il suo sforzo fu quello di rappresentare il proprio mondo come ancora valido, lottando quindi per il recupero dei valori e cercando un equilibrio psicologico ed estetico fra il vecchio e il nuovo.

La sua lirica, dalla quale nasce la novella, passa, a seconda dei periodi che la ispirano, dall’amore per la moglie Constanze, alla gioia del possesso, al rimpianto delle cose perdute, alla meditazione e, nella sua tarda età, alla considerazione della morte. Per lui la lirica nasce da una Stimmung, cioè da “uno stato d’animo, da un momento, da un moto del cuore del poeta che trova rispondenza nel cuore del lettore che accoglie la sua parola.”[1]

Con gli anni il suo stile si rafforza e si orienta sempre più verso un realismo tragico e drammatico, ma nonostante questo nei suoi ultimi componimenti troviamo qua e là zone di vera poesia che creano momenti di straordinaria bellezza perché trovano quasi sempre riscontro nella vita stessa dell’autore.

Come abbiamo di sopra accennato, la sua vita era intrisa di valori provenienti da una tradizione provinciale; fondamentale era per Storm la lotta per il recupero dei sentimenti, il culto dell'amore coniugale e familiare, la conservazione delle proprie radici e infine il ricordo come antidoto alla violenza del tempo e della natura.

Se da una parte la vita individuale era condannata a dissolversi nel nulla, eterno era invece l’amore per la moglie e per i figli. A questo punto possiamo dire che la vita ma anche l’arte di Storm sono l’estrema sublimazione del sistema di valori della società borghese dell’epoca che si esaurisce nell’amore della casa e della famiglia e in un vivere soltanto per raccontare ai figli le fiabe apprese dai propri genitori.

In contrasto con l’educazione convenzionale, Storm cerca di creare un legame emotivo con i suoi figli e lascia loro molta libertà dimostrandosi un padre addirittura antiautoritario.

La vita familiare riempiva quindi tutta l’esistenza di Storm e lo rendeva incredibilmente felice; ma sulla felicità gravava un sentimento oscuro di colpa, quello di essere stato forse troppo severo con i figli ed anche di aver trasmesso loro quei valori di un mondo ormai svanito.

Nelle novelle di conflitto egli trae quindi il materiale dalle sue stesse esperienze, e certe pagine ci danno la sensazione di dolorosi brani di vita vissuta dovute proprio a quell’amarezza e a quel senso di colpa per non aver educato i propri figli come sperava.

Per quanto riguarda invece l’analisi della struttura della novella, possiamo dire che Mittner ritiene che Storm sia uno degli esponenti del «classicismo borghese» in quanto la sua è una scrittura borghese ma classicista, nel senso di ricerca della misura e dell’ordine.

Proprio come Brahms, l’ultimo vero sinfonista, Storm sembra imporre al suo lirismo una severa struttura formale o meglio una rigorosità della forma in grado di mantenere il sentimento. La forma serve quindi a Storm per delimitare questa sua vocazione al sentimentalismo nella sua evoluzione tardo romantica.

Le novelle a cornice di Theodor Storm sono caratterizzate da due livelli narrativi, uno extradiegetico ed uno intradiegetico. Secondo lo schema di Genette, i narratori di 1° e 2° grado, appartenenti quindi rispettivamente al livello extradiegetico e intradiegetico, possono essere eterodiegetici (se il narratore racconta la storia da cui è assente), omodiegetici (se il narratore racconta la storia in cui è presente) e autodiegetici (se il narratore racconta la propria storia).

Quasi tutte le novelle di Storm sono scritte in prima persona. Jäggi infatti afferma che se nei primi cinquant’anni del secolo le narrazioni sono in terza persona, man mano che ci si avvicina al XX secolo, invece, esse sono raccontate sempre più spesso in prima persona.

Nella maggior parte delle novelle il pubblico è estremamente limitato tanto da ridursi, il più delle volte, ad un racconto a due.

Generalmente i personaggi che si incontrano per raccontarsi una storia hanno un rapporto di conoscenza e il luogo della narrazione è di solito un luogo chiuso. Questa tradizione di prediligere il racconto in luoghi chiusi, di solito davanti ad un camino, sorseggiando una tazza di tè, ha origine dal pietismo poiché i pietisti si incontravano in famiglia per commentare i brani della Bibbia dai quali prendevano poi spunto per parlare del proprio percorso religioso. Nei rari casi in cui la narrazione si svolge in un luogo aperto, quest’ultimo riveste comunque la fisionomia del luogo chiuso in quanto è luogo di protezione e rappresenta inoltre l’iconografia della novella a cornice, ovvero del racconto protetto da un altro racconto.

[...]


[1] A. Fulizio, in T. Storm, La storia di Hans e Heinz Kirch, Catania, Edizioni Paoline 1966, p. 8.

Details

Seiten
21
Jahr
2013
ISBN (eBook)
9783656473268
ISBN (Buch)
9783656473558
Dateigröße
510 KB
Sprache
Italienisch
Katalognummer
v230812
Institution / Hochschule
Università del Salento
Note
Schlagworte
liz

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Titel: Il conflitto padre-figlio nelle novelle di Theodor Storm. Il gesto in assenza di un dialogo