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Alcuni aspetti del saggio di elias Canetti Massa e Potere, con particolare considerazione per i capitoli riguardanti il caso Schreber

Doktorarbeit / Dissertation 1998 93 Seiten

Germanistik - Neuere Deutsche Literatur

Leseprobe

SOMMARIO

Parte prima

CRONOLOGIA
bibliografia del capitolo

ALCUNE PARTICOLARITÁ DELLO SCRITTORE ELIAS CANETTI
bibliografia del capitolo

CAPITOLO I:
Introduzione al saggio di Elias Canetti ‘’Masse und Macht’’ (Massa e potere).
bibliografia del capitolo

CAPITOLO II:
Aspetti del potere che secondo Canetti hanno analogia con aspetti della paranoia (con esempi storici di potenti).
bibliografia del capitolo

CAPITOLO III:
La polemica di Canetti nei confronti di Freud e della psicoanalisi.
bibliografia del capitolo

Parte seconda

CAPITOLO IV:
Chi era Daniel Paul Schreber
bibliografia del capitolo

CAPITOLO V:
L’ interpretazione di S. Freud delle Memorie di D. P. Schreber.
bibliografia del capitolo

CAPITOLO VI:
L’ interpretazione di E. Canetti delle Memorie di D. P. Schreber.
bibliografia del capitolo

POSTILLA

BIBLIOGRAFIA

GISELLA SAITO

ALCUNI ASPETTI DEL SAGGIO DI ELIAS CANETTI MASSA E POTERE , CON PARTICOLARE CONSIDERAZIONE PER I CAPITOLI RIGUARDANTI IL CASO SCHREBER.

Parte prima

Elias Canetti (1905-1994)

CRONOLOGIA

Nato a Rustschuk nell´allora impero austro-ungarico (oggi Bulgaria) da genitori ebrei sefarditi. Nel 1911 inizia le scuole elementari a Manchester. Nello stesso anno muore improvvisamente il padre Jacques Canetti. Nel 1913 in vista del trasferimento a Vienna la madre Mathilde insegna a Elias la lingua tedesca.Nel 1916 la famiglia si trasferisce a Zurigo dove Elias Canetti frequenta fino al 1921 il ginnasio cantonale di Zurigo.Negli anni 1922-24 è a Francoforte sul Meno dove nel 1924 sostiene l´esame di maturitá. Nel 1925 é di nuovo a Vienna con la famiglia, dove si iscrive alla facoltá di chimica; frequenta le letture pubbliche di Karl Kraus e conosce Veza Tauber Calderon che, dal 1934, diventerá sua moglie.

Nei due viaggi estivi a Berlino degli anni 1928-29 incontra gli intellettuali Grosz, Babel e Brecht. Nella primavera del 1929 si laurea in chimica. Nel 1930 progetta un ciclo di otto romanzi incentrati su personaggi al limite della follia (Comedie humaine an Irren). Per mantenersi traduce alcune opere dello scrittore americano Upton Sinclair, per la casa editrice berlinese Malik. Del 1931 é la stesura di Kant fängt Feuer ( Kant prende fuoco)portata a termine nell´autunno dello stesso anno col titolo Die Blendung (che uscirá in Italia col titolo Auto da fe) . Nel 1932 esce il primo dramma di Canetti: Hochzeit (Le nozze ) . Nel 1934 esce il suo secondo dramma: Die Komödie der Eitelkeit (La commedia della vanitá). In questo periodo Canetti conosce: Musil, Broch, Berg e Wotruba.Nel 1935 esce Die Blendung in edizione Herbert Reichner a Vienna.

Nel 1936 pronuncia un importante discorso in occasione del cinquantesimo compleanno di Hermann Broch.

Nel 1938 Canetti e la moglie lasciano Vienna prima per Parigi e poi per Londra.Nel 1939 Canetti comincia un intenso lavoro dedicato a un saggio sul tema ‘’massa’’, giá ideato nel 1925.

Nel 1942 comincia la stesura di Aufzeichnungen (Quaderni d`appunti).

Negli anni 1943-49 prosegue il lavoro a Masse und Macht (Massa e potere).

Nel 1949 il romanzo di Canetti Die Blendung ottiene in Francia il Grand prix international du club français du livre.

Nel 1952 Canetti scrive la sua terza opera teatrale dal titolo Die Befristeten (Vite a scadenza) e inizia la stesura diretta del saggio Masse und Macht. Nel 1954 fa un viaggio a Marrakesch; gli appunti di viaggio verranno pubblicati nel 1968 col titolo Die Stimmen von Marrakesch (Le voci di Marrakesch). Nel 1955 esce una breve monografia sull`architetto e scultore viennese Fritz Wotruba, amico personale di Canetti.

Gli anni 1957-59 sono gli ultimi dedicati a Masse und Macht che esce nel 1960 presso la casa editrice amburgese Claassen. Nel 1963 muore la moglie Veza Canetti.

Nel 1964 sono pubblicati in un volume i tre drammi presso l`editore Carl Hanser di Monaco e nel 1965 esce Aufzeichnungen 1942-48 (Quaderni d´appunti 1942-48). Nello stesso anno ha luogo la premiere di Komödie der Eitelkeit e quella di Hochzeit nello Staatstheater Braunschweig.

Tra il 1966 e il 1969 Canetti ottiene vari premi letterari: il premio letterario della cittá di Vienna (1966); il premio della critica tedesca (1966); il gran premio dello stato austriaco (1968); il premio dell`accademia bavarese delle Belle Arti (1969). Nel 1969 esce Aufzeichnungen 1949-60.Nel 1971 muore il fratello minore Georges(al quale Die gerettete Zunge (La lingua salvata) é dedicato); nello stesso anno Canetti si risposa con Hera Buschor e comincia a scrivere la prima parte della sua autobiografia: Die gerettete Zunge (La lingua salvata).Nel 1972 nasce la figlia Johanna eCanetti pubblica Das gespaltene Zukunft.Aufsätze und Gespräche (saggi e interviste). Nello stesso anno gli viene assegnato il premio Büchner, il piú importante premio letterario tedesco.

Nel 1973 esce Die Provinz des Menschen. Aufzeichnungen 1942-72 (La provincia dell`uomo). Nel 1974 Canetti pubblica Der Ohrenzeuge (Il testimone auricolare) e nel 1975 Das Gewissen der Worte. Essays (La coscienza delle parole. Saggi). Sempre nel 1975 ottiene il premio Franz Nabl e il premio Nelly Sachs.Nel 1977 pubblica Die gerettete Zunge.Geschichte einer Jugend (La lingua salvata. Storia di una giovinezza) e ottiene il premio Gottfried Keller.

Nel 1980 esce il secondo volume della sua autobiografia Die Fackel im Ohr Lebengeschichte 1921-31 (Il frutto del fuoco. Storia di una vita) e Canetti riceve il premio Hebel.

Nel 1981 Canetti ottiene il premio Nobel per la latteratura.

Nel 1985 esce Das Augenspiel. Lebengeschichte 1931-35 (Il gioco degli occhi. Storia di una vita), terza parte della sua autobiografia. Nel 1987 esce D as Geheimherz der Uhr. Aufzeichnungen 1973-85 (Il cuore segreto dell`orologio. Quaderni d`appunti).

Nel 1988 muore la seconda moglie di Canetti, Hera Buschor. Canetti vive alternativamente a Londra e a Zurigo. Nel 1992 esce Die Fligenpein. Aufzeichnungen.

Nell`agosto del 1994 muore all`etá di 89 anni a Zurigo.

BIBLIOGRAFIA

WORTMASKEN. Texte zu Leben und Werk von Elias Canetti, Frankfurt am Main, Fischer Taschenbuch Verlag, 1995.

M. Galli, Invito alla lettura di Canetti, Milano, Mursia, 1986.

ALCUNE PARTICOLARITÁ DELLO SCRITTORE ELIAS CANETTI

‘’Rustschuk, sul basso Danubio, dove sono venuto

al mondo, era per un bambino una cittá meravi-

gliosa, e quando dico che si trova in Bulgaria ne

do un’ immagine insufficiente, perché nella stessa

Rustschuk vivevano persone di origine diversissima:

in un solo giorno si potevano sentire sette o otto lin-

gue. Oltre ai bulgari che spesso venivano dalla cam-

pagna, c’ erano molti turchi, che abitavano in un

quartiere tutto per loro, che confinava con il quar-

tiere degli ‘’spagnoli’’, dove stavamo noi. C’ erano

greci, albanesi, armeni, zingari. Dalla riva opposta

del Danubio venivano i romeni e la mia balia di

cui peró non mi ricordo, era una romena. C`era

anche quelche russo, ma erano casi isolati.’’

(‘’Rustschuk, an der unteren Donau, wo ich zur Welt kam, war eine wundebare Stadt für ein Kind, und wenn ich sage , daß sie in Bulgarien liegt, gebe ich eine unzulängliche Vorstellung von ihr, denn es lebten dort Menschen der verschiedensten Herkunft, an einem Tag konnte man sieben oder acht Sprachen hören. Außer den Bulgaren, die oft vom Lande kamen, gab es noch viele Türken, die ein eigenes Viertel bewohnten, und an dieses angrenzend lag das Viertel der Spaniolen, das unsere. Es gab Griechen, Albanesen, Armenier, Zigeuner. Vom gegenüberliegenden Ufer der Donau kamen Rumänen,, meine Amme, an die ich mich aber nicht erinnere, war eine Rumänin. Es gab, vereinzelt, auch Russen.’’).[1]

Cosí è descritta, agli inizi del primo volume della sua autobiografia Die gerette Zunge (La lingua salvata), la realtá multiculturale in cui Canetti-bambino é cresciuto. La prima importante lezione che Canetti ricevette in quegli anni fu un’ educazione alla molteplicitá linguistica e culturale. Il cosmopolitismo é infatti una delle caratteristiche piú forti della personalitá dello scrittore.

La dimensione tedesca di Canetti è peró la piú marcata. Il tedesco gli venne insegnato dalla madre quando, rimasta vedova improvvisamente, volle che il figlio imparasse la lingua con cui lei comunicava abitualmente col marito (il padre e la madre di Elias si erano conosciuti e innamorati durante gli anni di studio a Vienna)

Con questo singolare metodo Mathilde Canetti insegnò il tedesco al figlio:

‘’Mi leggeva una frase in tedesco e

me la faceva ripetere. Siccome la mia pronun-

cia non le piaceva, la ripetevo un paio di volte

fino a quando le pareva accettabile. Non acca-

deva spesso peró e lei mi canzonava per la mia

pronuncia, e poiché per nulla al mondo ero dis-

posto a tollerare il suo sarcasmo, mi davo un

gran da fare e ben presto cominciai a pronun-

ciare le frasi in maniera corretta. Solo allora me

ne spiegava il significato in inglese. Questo peró

non me lo ripeteva mai, lo dovevo imparare subi-

to e una volta per tutte.

[...] Non mi ricordo quante frasi pretese che impa-

rassi in quel modo durante la prima lezione, dicia-

mo modestamente alcune; ma penso che fossero

molte. Infine mi licenzió dicendo: ‘’Ripetile per conto

tuo. Non devi dimenticarne neanche una. Non una so-

la. Domani continuiamo’’. Lei si tenne il libro e io mi

mi trovai smarrito e completamente abbandonato

a me stesso.’’

(‘’Sie las mir einen Satz Deutsch vor und ließ mich ihn wiederholen. Da ihr meine Aussprache mißfiel, wiederholte ich ihn ein paar Mal, bis er ihr erträglich schien. Das geschah aber nicht oft, denn sie verhöhnte mich für meine Aussprache, und ich um nichts in der Welt ihren Hohn ertrug, gab ich mir Mühe und sprach es bald richtig. Dann erst sagte sie mir, was der Satz auf Englisch bedeute. Das aber wiederholte sie nie, das mußte ich mir sofort ein für allemal merken.

[...] Ich weiß nicht, wieviel Sätze sie mir das erste Mal zumutete, sagen wir bescheiden: einige; ich fürchte, es waren viele. Sie entließ mich, sagte: ’’Wiederhole dir das für dich. Du darfst keinen Satz vergessen. Nicht einen einzigen. Morgen machen wir weiter.’’ Sie behielt das Buch, und ich war ratlos mir selber überlassen.’’[2]

Le aspettative della madre non vennero comunque tradite e il piccolo Elias si impossessò presto di questa ‘’lingua madre imparata con ritardo e veramente con dolore’’([...]es war eine spät und unter wahrhaftigen Schmerzen eingepflanzte Muttersprache.)[3]

Il tedesco è anche l’ unica lingua in cui Canetti abbia scritto.

Chi legge Canetti si trova di fronte alla limpida trasparenza che caratterizza le sue opere. Il commento ad esse si traduce spesso in una parafrasi o in una ripetizione delle sue stesse parole. Come afferma Maria Enrica D’ Agostini nel suo saggio Uscire dall’ apocalisse[4]: ‘’[...]Canetti è un libro aperto, da leggere; basta comprarlo in libreria. [...]tutto ciò che deve essere noto di Canetti è nei suoi libri.’’

Canetti offre infatti a chi lo legge infinite possibilità di comprenderlo, ritornando insistentemente su alcuni temi sempre ricorrenti.

I generi letterari in cui lo srittore si è cimentato sono molti, tanto che è difficile definire se Canetti sia un romanziere, un saggista, un drammaturgo, un aforista, un sociologo, un biologo o altro. Ciononostante la sua opera non appare frammentaria: presa globalmente si presenta omogenea e compatta.

Canetti stesso descrive la propria vita come null’ altro che un disperato tentativo di pensare a tutto ‘’[...] in modo che tutto si raduni nella testa e diventi di nuovo un tutt’ uno.’’[5]

BIBLIOGRAFIA

E. CANETTI; La lingua salvata, Milano, Adelphi, 1980. Testo originale: E. CANETTI, Die gerettete Zunge, Frankfurt am Main, Ficher Taschenbuch Verlag, 1979.

E. CANETTI, La provincia dell’ uomo, Milano , Adelphi, 1978.

E. D’ AGOSTINI, Uscire dall’ apocalisse, in ‘’ANNALI dell’ istituto di lingue e letterature germaniche’’, Universitá di Parma. Facoltá di magistero, 1982-83.

CAPITOLO I:

Introduzione al saggio di Elias Canetti ‘’Masse und Macht’’ (Massa e potere).

Nel 1939 Elias Canetti si impone il divieto di scrivere opere di finzione e comincia un intenso lavoro dedicato al saggio sul tema ‘’massa’’. La stesura diretta del libro Masse und Macht (Massa e potere) comincia nel 1952; il libro esce nel 1960 presso la casa editrice amburghese Claasen.

Questo saggio, al quale Canetti ha dedicato metà della sua vita, è da considerarsi un caso particolare nella cultura del nostro secolo. In un’ epoca in cui le discipline del sapere sono nettamente diversificate, dove domina la massima specializzazione, Canetti ha scritto un libro che con estrema disinvoltura oscilla tra le più disparate scienze e discipline: dalla filosofia alla sociologia, dall’ antropologia all’ etnologia, dalla religione alla mitologia e così via.

Fin dall’ infanzia la massa ha esercitato su Canetti un fascino particolare. Le sue prime esperienze dirette con la massa furono determinanti. Nel primo volume della sua autobiografia Die gerettete Zunge ( La lingua salvata ), Canetti descrive la notte in cui comparve una cometa, il capitolo termina così: ‘’Durò molto a lungo, nessuno si stancava e la gente stava raccolta tutta quanta insieme. Non vedo né mio padre né mia madre, non vedo singolarmente nessuno di coloro che formavano la mia esistenza. Li vedo solo tutti insieme, e se non avessi in seguito usato tanto spesso questa parola, direi che li vedo come massa: una massa stagnante di attesa.’’(‘’Es dauerte sehr lange, niemand wurde es müde und die Menschen standen weiter dicht beisammen. Ich sehe weder Vater noch Mutter dabei, ich sehe niemand von denen, die mein Leben ausmachten, vereinzelt. Ich sehe sie nur alle zusammen, und wenn ich das Wort nicht später so häufig gebraucht hätte, würde ich sagen, ich sehe sie als Masse: eine stockende Masse der Erwartung’’).[6]

Incisi nella memoria di Canetti rimasero i giorni in cui si verificarono due grandi catastrofi: il naufragio del Titanic e la morte dell’ esploratore dell’ Antartide capitan Scott. Le due tragedie si verificarono a breve distanza di tempo l’ una dall’ altra ( nel periodo in cui Canetti visse a Manchester ); queste vengono ricordate come ‘’[...] i primi lutti di massa della mia esistenza.’’[7]

Ma il bisogno di capire il fenomeno massa si fece per Canetti incombente dopo aver assistito a un avvenimento pubblico che turbó profondamente l’ intera cittá di Vienna. C’ era stata una sparatoria in cui alcuni operai erano rimasti uccisi; il tribunale di Vienna aveva però assolto gli assassini, così che la mattina del 15 luglio 1927 gli operai di Vienna si radunarono spontaneamente nelle strade e appiccarono fuoco al Palazzo di Giustizia. La polizia ebbe l’ ordine di sparare: ci furono novanta morti. Canetti nel secondo volume della sua autobiografia Die Fackel in Ohr ( Il frutto del fuoco ) commenta: ‘’Sono passati cinquantatré anni, eppure sento ancora nelle ossa la febbre di quel giorno. è la cosa più vicina a una rivoluzione che io abbia mai vissuto sulla mia pelle [...]. Da allora ho cercato a piú riprese di avvicinarmi a quel giorno, che forse, dopo la morte di mio padre, è stato quello che ha inciso di piú nella mia vita [...]. Può darsi che l’ essenza del 15 luglio sia entrata senza residui nel mio libro Massa e potere[...]. Alcune delle nozioni più importanti confluite nel mio libro sulla massa le devo al 15 luglio. Le cose che sono andato a cercare nelle fonti piú disparate, che ho estrapolato, esaminato, trascritto, letto e riletto quasi al rallentatore, le ho tutte potute confrontare con il ricordo di quell’ evento centrale; [...]. Quel giorno tremendo, di luce abbagliante, lasció in me la vera immagine della massa, la massa che riempie il nostro secolo. La lasció in me a tal punto, che ritornai a contemplarla, sia per libera scelta sia per una specie di coazione. Sono tornato di continuo a quell’ immagine, e anche adesso sento quanto mi sia difficile staccarmene, perché solo in minima parte ho ragginto l’ intento che mi ero prefisso: arrivare a conoscerla.’’ (‘’Es sind 53 Jahre her, und die Erregung dieses Tages liegt mir heute noch in den Knochen. Es ist das Nächste zu einer Revolution, was ich am eigenen Leib erlebt habe [...]. Ich habe seither öfters versucht, mich diesem Tag zu nähern, der vielleicht seit dem Tode des Vaters der einschneidenste meines Lebens war [...]. Es könnte sein, daß die Substanz des 15. Juli in Masse und Macht ganz eingegangen ist [...]. Von den Erkenntnissen, die in das Buch über die Masse eingegangen sind, verdanke ich einige der wichtigsten diesem Tag. Was ich in weit auseinanderliegenden Quellenwerken suchte, hervorholte, prüfte, herausschrieb, las und wie unter Zeitlupe später widerlas, konnte ich gegen die Erinnerung an dieses zentrale Ereignis halten [...]. An diesem hellerleuchteten, entsetzlichen Tage gewann ich das wahre Bild dessen, was als Masse unser Jahrhundert erfüllt. Ich gewann es so sehr, daß ich aus Zwang wie aus freiem Willen zu seiner Betrachtung zurückkehrte. Immer wieder war ich dort und habe hingeschaut, und noch jetzt verspüre ich, wie schwer es mir fällt, mich davon loszureißen, da mir nur der geringste Teil dessen gelungen ist, was ich mir vorgenommen habe: ihre Erkenntnis.’’)[8]

Nel suo saggio Masse und Macht (Massa e potere) Canetti inizia il suo difficile cammino analizzando una peculiarità dell’ uomo preso come singolo. L’uomo evita di venir toccato da qualcosa che gli è estraneo e teme sopra a tutto di venir toccato dall’ ignoto; anche quando si trova fra la gente prova ripugnanza a essere toccato. Solo nella massa, dal momento in cui si abbandona alla massa, l’ uomo si libera dal timore di essere toccato. Nella massa chiunque ci venga addosso è uguale a noi; si ha l’ impressione di essere all’ interno di un unico corpo. Il capovolgimento del timore di essere toccati è peculiare della massa.

Questo inizio di Massa e potere è molto significativo e ci chiarisce l`intenzione di Canetti di trattare la massa come fenomeno a sè, regolato da leggi diverse da quelle che valgono per il singolo.

Il saggio prosegue con la descrizione delle fondamentali caratteristiche della massa.

La spinta a crescere è la prima e suprema peculiarità della massa: la massa è aperta dovunque e in ogni direzione; ne è tipica la scontentezza per il numero limitato dei partecipanti, l’ improvvisa voglia di attrarre e la determinazione appassionata di raggiungere tutti.

Nella massa tutti gli uomini si liberano dalle loro distanze; i componenti della massa si liberano delle loro differenze e si sentono uguali (concetto di scarica).

La direzione comune a tutti gli appartenenti rinforza la sensazione di uguaglianza: la massa ha bisogno di una direzione, di una meta che sta al di fuori di ogni individuo e diventa la stessa per tutti.

In caso di minaccia se la massa resta unita, si percepisce il pericolo distribuito su tutti. Mentre il nemico afferra uno, tutti gli altri possono scappare. Fra i tanti nessuno crede di essere egli stesso la futura vittima. Ogni caduto è per gli altri un incitamento a proseguire. Il destino che ha raggiunto il caduto li ha evitati. Il colpito è una vittima sacrificata al pericolo.

Il regno dei vivi non cede volentieri chi gli appartiene: ogni perdita lo indebolisce. Ma la massa dell’ aldilà è più grande e piú forte e l’ uomo viene tratto ad essa. La contrapposizione tra vivi e morti è quindi una forma di massa doppia.

Altra forma di massa doppia è la guerra: ci si augura che la massa pericolosa di avversari vivi si trasformi in un gruppo di morti. Ogni partecipante a una guerra appartiene simultaneamente a due masse: per la propria gente egli appartiene al numero dei guerrieri viventi, per l’avversario al numero dei morti potenziali e augurabili. A questo proposito Canetti osserva: ‘’Il fatto che le guerre durino così a lungo e continuino a essere combattute anche quando son già perse da tempo, è collegato al più profondo impulso della massa di mantenersi nel suo stato vigile, di non disgregarsi, di restare massa. Questa sensazione è a volte cosí forte da far preferire di morire con gli occhi bene aperti, anziché riconoscere la sconfitta e sperimentare la disgregazione della massa.’’ (‘’Daß Kriege so lange dauern können, daß sie noch weitergeführt werden, wenn sie längst verloren sind, hängt mit dem tiefsten Triebe der Masse zusammen, sich in ihrem akuten Zustand zu erhalten, nicht zu zerfallen, Masse zu bleiben. Dieses Gefühl ist manchmal so stark, daß man es vorzieht, sehenden Auges zusammen zugrunde zu gehen, statt die Niederlage anzuerkennen und damit den Zerfall der eigenen Masse zu erleben.’’)[9]

Le masse, nel significato moderno della parola, derivano da una piú antica e piú limitata forma di massa umana: la muta. La peculiarità principale della muta è che non può crescere; la muta è costituita da un numero limitato di persone che si conoscono fra loro e che tornano sempre a riunirsi. La forma piú naturale di muta è la muta di caccia, il cui scopo principale e piú immediato è l’ uccisione. Raggiungere e circondare sono le sue tecniche principali; dopo l’ individuazione e l’ uccisione della preda vige la legge della ripartizione. Altra forma di muta è quella da guerra; essa è a struttura doppia: la sua caratteristica principale è la presenza di due mute che nutrono le medesime intenzioni reciproche.

Per ribadire le sue osservazioni, Canetti si serve di una immensa mole di materiali di natura etnologica e antropologica. In questo modo egli conduce il lettore a osservare l’ evidenza di certi fenomeni, ma senza imprigionarlo in sistemi o costruzioni troppo forzati.

Canetti conferisce sia agli aneddoti antropologici che agli avvenimenti ambientati in società storicamente avanzate lo stesso valore illustrativo.

Uno dei limiti più consistenti del saggio Masse und Macht secondo diversi critici, tra i quali Theodor Wiesengrund Adorno,[10] è l’ assenza di una dimensione storica. Alla storia intesa come concatenato succedersi di eventi e luogo di modificazioni profonde, Canetti mostra di preferire il mito di eterno ritorno all’ uguale. A questo proposito Susan Sontag[11] osserva: ‘’Per Hegel e per i suoi successori, il processo storico e il processo naturale sono radicalmente differenti. In Massa e potere, la storia è ‘’naturale’’. La discussione di Canetti non parte dalla storia, ma le va incontro. Prima viene un resoconto delle masse, poi, come spiegazione, la sezione intitolata Massa e storia. La storia serve solo per fornire degli esempi, viene usata rapidamente [...]. Massa e potere è un libro eccentrico, reso letterariamente eccentrico dal suo ideale di ‘’universalità’’ [...]. Canetti è sinceramente non eurocentrico, una delle piú importanti conquiste della sua mente. Avendo dimestichezza col pensiero cinese come con quello europeo, col buddhismo e l’ islamismo come col cristianesimo, Canetti è singolarmente libero da abitudini di pensiero riduttive.’’[12]

Alcune riflessioni di Canetti sulla storia sono contenute nei suoi quaderni di appunti scritti tra il 1942 e il 1972, pubblicati sotto il nome La provincia dell’ uomo (Die Provinz des Menschen): ‘’Darei molto se potessi disimparare a vedere il mondo nella prospettiva della storia. Questa divisione per anni è miserevole, tanto più quando si estende alla vita degli animali e delle piante nei periodi in cui non era ancora gravata della nostra presenza. La corona della tirannia umana è il computo degli anni; la piú deprimente di tutte le saghe è quella che racconta che il mondo sarebbe stato creato per noi [...]. La storia presenta tutto come se niente si fosse potuto svolgere altrimenti. Invece si sarebbe potuto svolgere in cento modi. La storia si mette dalla parte di quel che è avvenuto costruendo solide connessioni. Tra tutte le possibilitá si basa su quella sola che è sopravvissuta. Cosí agisce sempre la storia, come se fosse dalla parte dell’ avvenimento piú forte, cioè di quello realmente avvenuto: non sarebbe potuto rimanere non avvenuto, doveva avvenire.’’ (‘’Ich gäbe viel darum, wenn ich mir die historische Betrachtung der Welt wieder abgewöhnen könnte. Erbärmlich ist diese Abteilung nach Jahren und ihre Rückerstreckung ins Leben der Tiere und Pflanzen, als er von uns noch nicht belastet war. Die Krone der menschlichen Zwingherrschaft ist die Zählung der Jahre; die niederdrückendste aller Sagen, die von einer Erschaffung der Welt für uns [...]. Die Geschichte stellt alles so dar, als hätte es nicht anders kommen können. Es hätte aber auf hundert Arten kommen können. Die Geschichte stellt sich auf die Seite des Geschehenen und hebt es durch einen starken Zusamenhang aus dem Nichtgeschehenen heraus. Unter allen Möglichkeiten stützt sie sich auf die eine, die überlebende. So wirkt die Geschichte immer, als ob sie fürs Stärkere wäre, nämlich fürs wirklich Geschehene: es hätte nicht ungeschehen bleiben können, es mußte geschehen.’’).[13]

Altra peculiarità del metodo di Canetti è il gusto ‘’ delle misture fantasiose di conoscenza’’, come afferma Susan Sonntag[14], tra classificazioni eccentriche e vivaci salti di tono. Infatti per chiarire concetti come l’ autoritá e l’ obbedienza, Canetti ricorre ad analogie tratte dalla fisiologia e dalla zoologia; eccone degli esempi:

‘’La differenza tra forza e potere può essere esemplificata in modo evidente se ci si riferisce al rapporto fra il gatto e il topo.

Il topo, una volta prigioniero, è in balía della forza del gatto. Il gatto lo ha afferrato, lo tiene e lo ucciderà. Ma non appena il gatto incomincia a giocare col topo, sopravviene qualcosa di nuovo. Il gatto lascia libero il topo e gli permette di correre qua e lá per un poco. Appena il topo incomincia a correre, non è piú in balía della forza del gatto; ma il gatto ha pienamente il potere di riprendere il topo. Permettendo al topo di correre, il gatto lo ha pure lasciato sfuggire dall’ ambito immediato di azione della sua forza; ma finchè il topo resta afferrabile dal gatto, continua ad essere in suo potere.’’

[...]


[1] Nella traduzione italiana: E. CANETTI, La lingua salvata, Milano, Adelphi, 1980, p. 14. Nel testo originale: E:CANETTI, Die gerettete Zunge, Frankfurt am Main, Fischer Taschenbuch Verlag, 1979, p.10.

[2] [2] Nella traduzione italiana: E. CANETTI, La lingua salvata, op. cit, pp. 96-97. Nel testo originale: E. CANETTI, Die gerettete Zunge, op. cit, pp. 86-87.

[3] Nella traduzione italiana: Ibid. , p. 101. Nel testo originale: ibid., p. 90.

[4] M. E. D’ AGOSTINI, Uscire dall’ apocalisse, in ‘’ ANNALI dell’ istituto di lingue e letterature germaniche 1982-83’’, intero numero dedicato a E. Canetti.

[5] E. CANETTI, La provincia dell’ uomo. Quaderni d’ appunti 1942-1972, Milano, Adelphi,1978.

[6] Nella traduzione italiana: E. CANETTI, La lingua salvata, Milano, Adelphi, 1980, p.37. Nel testo originale: E. CANETTI; Die gerettete Zunge; Frankfurt am Main, Fischer Taschembuch Verlag, 1979, p. 31.

[7] Nella traduzione italiana: ibid.,p.70. Nel testo originale: ibid. p. 62.

[8] Nella traduzione italiana: E: CANETTI, Il frutto del fuoco, Milano, Adelphi, 1982, pp.250-257. Nel testo originale: E. CANETTI; Die Fackel im Ohr, Frankfurt am Main, Fischer Taschenbuch Verlag, 1982; pp.230-237.

[9] Nella traduzione italiana: E. CANETTI, Massa e potere, Milano, Tascabili Bompiani, 1990; p.85. Nel testo originale: E. CANETTI, Masse und Macht, Frankfurt am Main, Fischer Taschenbuch Verlag, 1980

[10] Adorno,Theodor Wiesengrund (Frankfurt am Main ,1903- Visp, Svizzera, 1969 ) sociologo, musicologo e filosofo tedesco.

[11] Sontag, Susan (New York 1933 ) srittrice statunitense, acuta e tagliente osservatrice di fenomeni della vita socio-culturale contemporanea.

[12] S. SONTAG, La mente come passione, in ‘’Sotto il segno di Saturno. Interventi su letteratura e spettacolo’’ Einaudi, 1982.

[13] Nella traduzione italiana: E. CANETTI; La provincia dell’ uomo., Milano, Adelphi, 1987, pp.168-170. Nel testo originale:.E. CANETTI; Die Provinz des Menschen., Frankfurt am Main, Fischer Taschenbuch Verlag, pp.163-164.

[14] S. SONTAG, op. cit., p. 159.

Details

Seiten
93
Jahr
1998
ISBN (eBook)
9783638338486
ISBN (Buch)
9783638933780
Dateigröße
826 KB
Sprache
Italienisch
Katalognummer
v33352
Institution / Hochschule
Università di Siena
Note
108/110
Schlagworte
Alcuni Canetti Massa Potere Schreber

Autor

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Titel: Alcuni aspetti del saggio di elias Canetti Massa e Potere, con particolare considerazione per i capitoli riguardanti il caso Schreber