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Sociologia della povertà Analisi. Confronto del concetto della povertà nei "Della povertà" di Leopold von Wiese e "Dell'avarizia, dello sperpero e della povertà" di Georg Simmel

Hausarbeit (Hauptseminar) 2005 21 Seiten

Soziologie - Klassiker und Theorierichtungen

Leseprobe

Indice

0. Introduzione

1. Definizioni dei termini chiave

2. Il concetto di povertà in Della povertà di Leopold von Wiese
2.1. Tipologia dei poveri
2.2. Tipologia dei benestanti
2.3. Lo strato sociale tra i poveri ed i benestanti
2.4. I modesti
2.5. Povertà e criminalità
2.6. I mendicanti
2.7. Gli organizzati
2.8. Politica ed assistenza sociale
2.9. Il comportamento nei confronti delle razze non bianche
2.10. Il radicalismo
2.11. Cosa bisogna fare?

3. Il concetto di povertà in Dell’avarizia, dello sperpero e della povertà di Georg Simmel
3.1 Concezione antropologica
3.2 Il sistema economico dei prodotti naturali o dello scambio
3.3 Il sistema economico del denaro
3.4 L’avaro
3.5 Il dissipatore
3.6 Il povero

4. Conclusione

5. Bibliografia di lavoro

0. Introduzione

In confronto con l’estero viviamo ancora come gli occhi di grasso sulla minestra, anche coloro che non sono così ricchi.

Se a mezzogiorno non si ha più qualcosa da mangiare, se non si ha più il riscaldamento, se non si può più andare dal medico, se non si ha più i soldi per tutto ciò, se non si può vestire i bambini. Nella mia cerchia non vedo questo.

C’è anche qui, ovunque guardi. È evidente. Devi solo andare nella città vecchia e già ce l’hai.

Ho 270 Euro al mese d’assistenza sociale, ad altri lo mettono dal culo, hanno un grande Daimler ed io? Cosa ho io? Niente.

Che alcuni ricchi sanno di frodare milioni di tasse che poi devono essere risparmiati nella politica sociale. Che ci sono tanti senza dimora, alcuni dicono che sia colpa loro, ma queste sono scemenze. In qualche modo tocca sempre ai più deboli della società.

Che la mattina non ho caffé, niente da mangiare ecc. Che non posso pagare l’affitto e che tanto fra poco dormirò di nuovo sulla panchina del parco.

Da un’intervista sulla domanda “Cosa intende per il termine di povertà?”

A causa del regresso economico in Europa nella discussione pubblica degli ultimi anni si ha l’impressione che stiamo andando sempre peggio e che c’impoveriamo tutti quanti. Il numero aumentato dei disoccupati e degli utenti dell’assistenza sociale danno un contributo decisivo a questo. Tuttavia non è semplice di rispondere alla domanda quando una persona o persino una società è da definire come povera. L’obiettivo di questo lavoro è di presentare, analizzare e confrontare due concetti sociologici di povertà differenti, cioè quello di Leopold von Wiese nel suo saggio Della povertà (1954) e quello di Georg Simmel in Dell’avarizia, dello sperpero e della povertà (1899), uno dei suoi saggi ancora poco studiati, se si considera la notorietà di saggi come Della sociologia della povertà (1906) o Il povero (1908). Alla fine si cercherà di riassumere i risultati e di accennare domande e problemi aperti.

1. Definizione dei termini chiave

Per una prima comprensione ci può servire la definizione del Consiglio dell’Unione Europea secondo cui la povertà è una situazione nella quale l’uomo manca dei mezzi sufficienti per mantenere un determinato livello minimo di previdenza salutare, alimentazione, abbigliamento, istruzione e d’alloggio che generalmente viene considerato necessario per garantire un tenore di vita adeguato (cfr. Endruweit/ Trommsdorff 2002: 34). Quello che passa per adeguato dipende tuttavia fortemente dal medio tenore di vita della società rispettiva. Oggi giorno si distingue tra la povertà relativa, che descrive la situazione materiale di persone cui reddito è molto più basso della media sociale rispettiva, la povertà soggettiva, che è presente quando i concerniti stessi considerano le loro circostanze come povertà, e la povertà assoluta, che comprende la mancanza degli alimenti necessari per mantenere la salute. L’ultimo tipo di povertà si trova soprattutto nei paesi del terzo mondo, di cui le cause principali sono guerre e guerre civili, strutture politiche (p.es. dittature, regole ingiuste del commercio internazionale), strutture economiche (p.es. distribuzione disuguale dei redditi, corruzione, debiti, inefficienza), l’arretrato tecnologico, l’arretrato istruttivo, catastrofi naturali, epidemie, l’aumento della popolazione troppo forte o la mancanza della parità dei diritti di donne ed uomini. Un concetto a parte è quello della povertà volontaria, che indica un’ascesi scelta per motivi religiosi, spirituali o morali (vedi anche l’illustrazione sotto).

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Di solito si considera la ricchezza, cioè l’abbondanza di denaro e proprietà, come contrario della povertà. In questo contesto è importante anche il termine del benessere che in senso largo rappresenta uno stato positivo percepito individualmente in maniera diversa. In senso stretto designa la disponibilità sufficiente di beni materiali e dunque un certo tenore di vita.

2. Il concetto di povertà in Della povertà di Leopold von Wiese

2.1 Tipologia dei poveri

Finora ci si trovano solo poche pubblicazioni sociologiche sull’argomento della povertà e della ricchezza. Secondo Von Wiese i motivi per questo sono da una parte la presunta trivialità del tema. Dell’altra parte sono i problemi statistici, cioè che i fenomeni della povertà e della ricchezza sono difficilmente delimitabili e rilevabili numericamente (p.es. il problema del criterio del minimo vitale) (cfr. Von Wiese 1959: 42). A questo punto il sociologo definisce povertà sia come fatto oggettivo, nel senso di una mancanza delle necessità vitali facilmente visibile dall’esterno, come ad esempio dalla casa, macchina o dall’abbigliamento (povertà assoluta), sia come fatto soggettivo, nel senso di un sentimento della mancanza dei mezzi per soddisfare i bisogni essenziali (povertà soggettiva) (cfr. ibid.: 43). Questo sentimento si base dal punto di vista dell’autore esclusivamente sul confronto con i ricchi da parte dei poveri (povertà relativa) (vedi anche l’illustrazione sotto).

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Von Wiese non definisce però ricchezza in analogia con il termine di povertà, cioè come abbondanza di mezzi per soddisfare i bisogni, ma come fatto relativo, vale a dire come “apparenza di quest’abbondanza secondo il giudizio dei non ricchi” (ibid.: 44). In questo contesto fa riferimento ai tempi di guerra e subito dopoguerra in cui le persone ritenevano la miseria generale, come la carestia e la scarsità di case ed abbigliamento, ovvia perché tutti nel loro orizzonte vivevano la stessa situazione. “Oddio ed invidia si provava solo per i borsaneristi ed i bonzi che credevano di potersi permettere di più. Anche in queste circostanze il confronto causava il proprio sentimento di povertà” (ibid.: 44). Il sociologo distingue diversi tipi tra i poveri a seconda della loro reazione confrontandosi con coloro che gli sembrano benestanti (cfr. ibid.: 44)

[...]

Details

Seiten
21
Jahr
2005
ISBN (eBook)
9783638560450
Dateigröße
623 KB
Sprache
Italienisch
Katalognummer
v62887
Institution / Hochschule
Uiniversità di Bologna
Note
1,0
Schlagworte
Sociologia Analisi Della Leopold Wiese Dell Georg Simmel

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Titel: Sociologia della povertà Analisi. Confronto del concetto della povertà nei "Della povertà" di Leopold von Wiese e "Dell'avarizia, dello sperpero e della povertà" di Georg Simmel